Intervista a Pier e Amelie di Orme sul Mondo

Vivere e Viaggiare on the road

Pier e Amelie sono una delle coppie di fulltimers italiani più conosciute sul web, con il loro blog Orme Sul Mondo. Vivono a bordo del loro camper e viaggiano a tempo pieno, uno stile di vita da veri viaggiatori! Andiamo a conoscerli insieme...

Chi sono Orme sul mondo?

Ciao Pier e Amelie,

Presentatevi brevemente, raccontandoci un po’ come vi siete conosciuti e quando e come avete intrapreso la scelta di divenire fulltimers?

 

PierLuigi, un passato da cameraman professionista in Mediaset. Oltre 20 anni trascorsi a Milano tra riprese sportive, concerti, varietà, quiz televisivi e chi più ne ha più ne metta. Un grande viaggio ogni anno, almeno 4 settimane in giro per il mondo. Amelia, trent’anni trascorsi in fabbrica, in una rubinetteria sul lago d’Orta. La grande passione per i viaggi è stata la sua salvezza.

La passione per i viaggi ci ha fatti incontrare in Etiopia e da allora niente è stato più come prima. È stato il nostro big bang verso la libertà, l’origine primordiale da cui è partita la voglia, il desiderio sempre più intenso di mollare gli ormeggi. Non abbiamo mai smesso di pensarci. Abbiamo cominciato a sperimentare la libertà nei nostri week-end trascorsi in montagna o al lago a bordo di un Peugeot Ranch che avevamo attrezzato di tutto punto per dormirci, con un meraviglioso letto pieghevole e tanti cassettoni per stivare pentole e fornelli, scorte di cibo e attrezzature sportive. I week-end avevano cambiato sapore e ci sentivamo liberi di viaggiare e di fermarci dove volevamo.

Nel 2010 la nostra prima fiera del settore, in cerca di accessori per il nostro piccolo mezzo ma con un occhio sognatore alle grandi case su ruota. Salivamo su ogni mezzo esposto e facevamo grandi progetti per il futuro. Nel 2011 l'idea di mollare tutto. Volevamo sposarci ma vivevamo a 100km di distanza uno dall'altra. I nostri lavori a tempo indeterminato erano diventati sempre più inconciliabili e spesso non riuscivamo a vederci nemmeno nei weekend. Pensavamo di acquistare una casa a metà strada, da qualche parte nell'Interland Milanese. Nel dicembre dello stesso anno ci siamo sposati, abbiamo venduto tutto quello che avevamo e abbiamo comprato il nostro camper Mc Louis usato. Nel maggio del 2012 partivamo per la nostra prima esperienza di vita in camper verso Capo Nord. Il viaggio, durato oltre sei mesi ci ha fatto capire, come se già non ne fossimo convinti, che quella era la nostra vita. Ancora oggi la migliore scelta che potessimo fare.

La loro casa-mobile 

Una delle decisioni più importanti quando si intraprende questa scelta è la ricerca della giusta casa a quattro ruote. Quale camper avete scelto? e come mai?

Per la nostra nuova vita "on the road" abbiamo scelto un camper mansardato McLouis Tandy 640 del 2007 omologato per 6+1 posti letto, con una lunghezza complessiva di 7.15m.

Quali sono state le caratteristiche del veicolo che ritenevate necessarie in fase di acquisto

La scelta non è stata casuale ma ha richiesto molto tempo per la valutazione delle caratteristiche del mezzo. In assoluto per noi erano importanti i fattori di abitabilità e di comfort piuttosto che le prestazioni del mezzo. Di sicuro volevamo una doppia dinette, due tavoli separati per poter lavorare entrambi senza darci fastidio e avere nello stesso tempo un grande tavolo e un divanetto per leggere o riposare. Il letto mansardato che a molti non piace (è di scomodo accesso soprattutto ad una certa età…) a noi restituisce tantissimo spazio vitale nel resto del camper. Abbiamo potuto organizzare al meglio lo stivaggio delle nostre cose, sostituend i due letti a castello in coda con un ripiano tutto dedicato al guardaroba e un maggiore spazio nel gavone-garage per riporre tra l'altro anche due mountain bike (e in futuro uno scooter) Volevamo un bagno "grande" con una bella doccia dalla porta scorrevole.

Col senno del poi, cambiereste qualcosa del vostro veicolo?

Negli anni la nostra soluzione abitativa si è rivelata vincente e non cambieremo praticamente nulla se non forse il piano cottura per Amelie, scegliendo una più comoda soluzione a due fuochi con più spazio di appoggio.

Avete mai pensato di camperizzare un furgone voi stessi?

Ci piacerebbe effettivamente camperizzare un nuovo mezzo, ma questo progetto fa parte del futuro poichè stiamo pensando ad un viaggio Overland in SudAmerica e non abbiamo ancora deciso quale sia la migliore soluzione per poter vivere a lungo affrontando strade e percorsi non sempre facili.

Pregi e difetti della vita da fulltimer 

Sogni, libertà, natura e un paesaggio diverso ogni mattina. La vita on-the-road sicuramente offre tanti vantaggi, ma talvolta anche qualche svantaggio. Volete raccontarci 2 episodi della vostra vita da fulltimers che sono rimasti impressi nella vostra memoria per essere stati, uno particolarmente felice e simpatico e l’altro invece particolarmente difficile?

È vero, il bello di questa vita è proprio lo svegliarsi ogni giorno (o quasi) sotto lo stesso cielo, ma in una location diversa. A noi piace viaggiare molto e lo facciamo anche per il nostro lavoro di nomadi digitali. Non pianifichiamo molto, ma scegliamo sempre con cura le nostre soste per la notte. Qualche imprevisto può capitare sempre, ma non abbiamo mai vissuto episodi perticolarmente difficili o sgradevoli. Soltanto in poche, rare occasioni ci è capitato di sostare in luoghi apparentemente tranquilli per ritrovarci poi nel bel mezzo di un "rodeo" di auto che nella notte sfrecciavano facendo testa coda a pochi passi dal nostro camper. Con il tempo abbiamo imparato come gli Indiani a leggere le tracce sul terreno per capire se le località che scegliamo sono sicure e tranquille o malfrequentate.

Una delle esperienze più belle On The Road è stata sicuramente quella vissuta in Sicilia. Era il nostro secondo anno di vita in camper, cominciavamo a muovere i primi passi sui Social Network e qualcuno ci riconosceva per strada (avevamo come il logo del nostro blog disegnato sulle fiancate). Una sera ci bussano alla porta e pensiamo che forse la nostra sosta (eravamo al Lido di Noto) non fosse gradita, benchè in bassa stagione. Manco a dirlo il proprietario di una vicina area di sosta ci aveva riconosciuti e con una gentilezza che ancora oggi stento a credere ci ospitò per giorni gratuitamente nella sua area. Di più. Ci propose di diventare ambasciatori dell'associazione di cui faceva parte e che riuniva diverse aree di sosta in tutta la Sicilia. Insomma, avremmo fatto un tour "sponsorizzato" tra alcune delle aree più belle della regione senza spendere un euro. Inutile dire che il nostro soggiorno durò più di due mesi e durante quel periodo, ancora più casualmente incontrammo il fondatore di una TV Libera sul Web (Zero9 TV) che ci invitò a realizzare dei video per il suo canale. Da quel momento nacque l'idea di aprire anche il nostro canale Youtube. Spesso rispondiamo a chi ci scrive chiedendo consigli su come cominciare questo stile di vita che la strada è maestra di vita. Restare immobili, spesso troppo radicati al nostro territorio e alle nostre abitudini, spesso non produce molti risultati. Muoversi, incontrare persone e cambiare prospettiva spesso può portare occasioni di lavoro insperate. Per noi il più delle volte è stato così.

Come si mantiene un digital nomad?

Fulltimers e nomadi digitali, uno stile di vita che attira sempre più persone. Uno dei principali nodi da sciogliere per chi ha il desiderio di intraprendere questa scelta di vita è l’autonomia finanziaria. È vero che oggi sempre più professioni permettono di lavorare in remoto e possono essere molte le possibilità di diventare freelance, permettendoci di lavorare ovunque si voglia.

Voi svolgete una professione specifica o avete più competenze che vi garantiscono differenti entrate economiche?

La passione per l'informatica in generale, unita al mio bagaglio di esperienze come cameraman e alla passione di Amelie per la fotografia ci ha portato quasi inevitabilmente a raccontare la nostra storia attraverso le piattaforme digitali. In breve sono cominciate le prime collaborazioni con realtà legate al mondo dei viaggi, del tempo libero e le aziende di settore. Abbiamo pubblicato una guida dedicata alla Sosta Libera in Camper lungo la costa meridionale della Spagna. E poi utilizziamo anche piattaforme di microstock per le nostre foto e per i prodotti digitali che realizziamo (io disegno cartine geografiche per numerosi enti del turismo). Siamo dunque a tutti gli effetti dei nomadi digitali.

Oggi si tende ad associare una competenza informatica al sostentamento dei giovani fulltimers. In realtà nel corso degli anni abbiamo incontrato molte persone che come noi hanno deciso di vivere On The Road e si mantengono svolgendo i lavori più disparati, sfruttando le proprie capacità e conoscenze: sarti, pittori, scultori, musicisti. Alcuni fanno lavori stagionali (penso alla raccolta delle mele) o utilizzano il coworking collaborando nei settori più disparati (carpentieri, muratori, giardinieri). Sul nostro blog abbiamo dedicato una sezione di Storie On The road proprio per raccontare esperienze di vita alternative che possano essere di ispirazione a tutti coloro che hanno deciso di mollare tutto!

 

Quanto tempo ci avete messo a raggiungere la piena autonomia economica, senza dover rinunciare alla vita on-the-road?

Abbiamo entrambi lavorato a tempo indeterminato per oltre 20 anni. Quando abbiamo pensato di mollare tutto ci siamo fatti due conti in tasca. Avevamo dei risparmi e una casa di proprietà. Abbiamo venduto tutto e con la mia buonuscita abbiamo comperato il nostro camper usato. Era una buona base di partenza: avevamo un'autosufficienza economica per diversi anni a venire. Poi abbiamo scoperto che potevamo vivere spendendo molto meno rispetto a quanto avevamo previsto.

Guadagnare grazie allo "sharing"

Immaginiamo conosciate il camper-sharing. Avete mai pensato di ottenere un’entrata economica grazie allo sharing? Se non viveste full-time nel vostro camper, lo condividereste con altri viaggiatori?

Non abbiamo mai pensato allo sharing in quanto il nostro stile di vita non è legato alla vacanza e siamo ormai troppo abituati ai nostri spazi e alla vita di coppia. Dopo tanti anni di vita insieme, con abitudini ben consolidate e un utilizzo accorto di ogni parte del nostro mezzo non credo che potremmo condividerlo con altre persone. Crediamo però che lo sharing possa essere un'ottimo strumento per cominciare a valutare uno stile di vita come il nostro per imparare a conoscere la vita in pleinair.

Destinazioni in camper preferite

Tra le tante destinazioni che avete esplorato, ce n’è una che preferite e alla quale siete particolarmente legati?

È davvero molto difficile stilare una classifica dei più bei posti che abbiamo visitato ma in questo momento il nostro cuore è legato alla magica regione dell'Alentejo in Portogallo. Siamo rimasti stregati dalle sue colline ondulate e baciate dal sole, dagli ulivi e le piante da sughero e dai villaggi bianchi che punteggiano il territorio con l'atmosfera rilassata che appartiene ai tempi passati.

Vi immaginate un luogo dove un giorno vorreste parcheggiare il vostro camper e riprendere uno stile di vita più stabile?

Di sicuro abbiamo pensato al nostro futuro e a dove posare le nostre ruote. La nostra casa resterà sempre e comunque un motorhome, il modo più economico di vivere e il più sano e a contatto con la natura. Sarà di sicuro un posto caldo e pensando all'Europa la scelta cade decisamente sulla Spagna, magari non quella affollata delle Canarie (anche se l'inverno da quelle parti è qualcosa di meraviglioso) ma probabilmente un tratto dell'Andalusia a noi tanto cara. Potrebbe essere, perchè no…nello splendido Parco Naturale di Cabo de Gata.

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